La FDA ha concesso l'approvazione accelerata per il farmaco Lecanemab, l'anticorpo monoclonale che nello studio clinico di fase 3 ha rallentato moderatamente il declino nei pazienti con Alzheimer precoce. Il trattamento comporta dei rischi non trascurabili.
Lo studio è stato condotto secondo gli standard più elevati. Rilevati problemi di sicurezza: il 14% dei pazienti che ha ricevuto il farmaco ha subito gravi effetti avversi rispetto all'11% del placebo. Tra gli effetti avversi anche emorragie cerebrali.
https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa2212948
I pazienti che hanno ricevuto il trattamento hanno avuto un significativo rallentamento del declino cognitivo. I risultati dello studio supportano l'approvazione accelerata del farmaco.
L'Alzheimer rende devastante la vita di coloro che ne soffrono e ha effetti importanti sui loro cari. Questa opzione terapeutica è l'ultima terapia per influenzare il processo patologico alla base dell'Alzheimer, invece di trattare solo i sintomi della malattia.
Lecanemab è diretto contro una proteina amiloide (beta), il cui accumulo è associato all'Alzheimer perché tossica per le cellule cerebrali. Lo studio mostra che l'anticorpo ha avuto effetti diretti sulle placche amiloidi (rimuovendole), agendo anche a valle della patologia.
Il farmaco comunica col sistema immunitario, il quale prende di mira la Betamiloide, impedendo l'aggregazione tra i neuroni con la formazione delle caratteristiche placche dell’Alzheimer. Lecanemab non blocca o inverte la malattia ma ne rallenta la progressione (così sembra).
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