martedì 27 dicembre 2022

Quella volta che nel 1991 Aiuti con un bacio smentì una delle tesi di Montagnier

 Dicembre 1991, Cagliari. Sul palco si confrontano due scienziati sull'HIV: da una parte Luc Montagnier, premio Nobel per la Medicina nel 2008 (per poi deragliare negli ultimi anni con teorie antiscientifiche) e dall'altra Fernando Aiuti, medico e immunologo di fama mondiale.




Montagnier argomentò con una delle principali tesi (all'epoca molto diffusa): il virus HIV potrebbe trasmettersi attraverso la saliva e quindi anche con un bacio. Il dottor Aiuti rimase in silenzio ad ascoltare senza interrompere il discorso di Montagnier.



Sempre in silenzio, Aiuti si alzò e andò incontro a una donna (sua paziente) sieropositiva, Rosaria Iardino e la baciò con una naturalezza impressionante. Questo bacio ha fatto la storia, la più potente ed efficace campagna di informazione in materia.


Un bacio che dimostrò l'inesistenza di qualunque relazione tra il bacio e la trasmissione del virus considerando la mole di studi scientifici. Purtroppo i pregiudizi sono ancora tanti e la strada da percorrere è lunga ma la scienza non demorde. Grazie dottor Fernando Aiuti.

@pillsofscience

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L'Università del Michigan ha trovato una forte evidenza di un legame biologico tra la debolezza muscolare e l'effettiva accelerazione dell'età biologica.

 Per la prima volta, uno studio dell'Università del Michigan ha trovato una forte evidenza di un legame biologico tra la debolezza muscolare e l'effettiva accelerazione dell'età biologica.


https://twitter.com/pills_ofscience/status/1601492518210015235

https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/jcsm.13110


Sappiamo che la forza muscolare è un predittore di longevità e che la debolezza è un potente indicatore di malattia (e mortalità) e questo nuovo studio mostra che la forza di presa può dimostrare la debolezza muscolare esistente ed è associata a un'età biologica accelerata.


Questo studio presenta prove che dimostrano che il miglioramento della forza di presa può ridurre l'invecchiamento biologico. Sono necessarie ulteriori ricerche sull'invecchiamento biologico e i risultati di questo studio devono essere riprodotti ma sono molto promettenti.


Una revisione di 16 studi pubblicata a inizio del 2022 sulla rivista British Journal of Sports Medicine dimostra un'associazione tra attività di rafforzamento muscolare e una riduzione del 10-17% del rischio di cancro, malattie cardiache e morte.


https://bjsm.bmj.com/content/56/13/755

Qualsiasi esercizio che utilizza la resistenza, il peso corporeo o il sollevamento pesi è considerato un esercizio di rafforzamento muscolare!

Il CDC raccomanda queste attività che aumentano la forza muscolare: sollevamento pesi, lavoro con bande di resistenza, sfruttare il peso corporeo per la resistenza (flessioni o addominali).


lunedì 26 dicembre 2022

I virus batteriofagi: una splendida storia!

 L'India era il gioiello della corona britannica e tra gli scienziati inviati in questa terra non possiamo non considerare Ernest Hankin, che arrivò al porto di Bombay nel 1891. Hankin era un batteriologo per le autorità coloniali.




https://twitter.com/pills_ofscience/status/1603690438191640576

Il suo compito era proteggere le truppe britanniche dalle malattie infettive, in particolare il colera. Il colera è causato da un batterio, V. cholera, trasmesso attraverso l'acqua e cibi contaminati.

Gran parte del lavoro di Hankin consisteva nella raccolta di campioni d'acqua in modo da poter monitorare le epidemie di colera nelle città e villaggi. Da appassionato nuotatore e abile barcaiolo, queste spedizioni erano un vero e proprio divertimento e una leggerezza.



Hankin sentì strane voci sulle acque del fiume Gange: un'acqua così pura da contrastare il famigerato colera, malattia spesso letale. Ma quando vide l'acqua scura del fiume, migliaia di persone lavarsi in esso e cadaveri bruciati lungo le sponde ebbe un sussulto.

Quelle voci non potevano raccontare un qualcosa di vero, specialmente avendo appena visto cosa accadeva in quelle acque. Per un batteriologo formatosi a Cambridge non c'era altro da fare che indagare e analizzando le acque confermò uno schema che aveva notato sin dall'inizio.

La sua prima sorpresa fu che c'erano molti meno batteri per litro che nei principali fiumi europei. Ecco che Hankin iniziò a coltivare batteri del colera nell'acqua del fiume Gange e, inspiegabilmente, i batteri non potevano crescere.

Hankin ebbe un'idea: fece bollire l'acqua e solo dopo tale azione i batteri potevano crescere. Poteva essere solo un qualcosa di biologico a ostacolare la crescita dei batteri. Filtrando l'acqua non trovò altri batteri che potessero rappresentare un deterrente per la crescita.

Quel qualcosa che impediva ai batteri del colera di crescere doveva essere molto più piccolo perché potesse passare attraverso i filtri.
Hankin non scoprì cosa fosse e dobbiamo andare avanti di un po' di anni, in Messico, per avvicinarci alla soluzione del mistero.

Nel 1910 lo Yucatan fu infestato da sciami di locuste. Fu un vero e proprio disastro per i raccolti e il rischio di una carestia era tangibile. Ecco che incontriamo un nuovo scienziato, questa volta canadese, il microbiologo Felix D'Herelle.



Anche lui si trovò davanti a un mistero molto particolare e, per certi versi, simile. Interi campi devastati dalla voracità delle locuste ma un punto particolare in cui molte delle locuste giacevano morte a terra. La curiosità di d'Herelle non si fece attendere.

Esaminando le locuste morte scoprì che erano state infettate da un batterio, il Coccobacillus acridiorum. Questo batterio poteva essere sfruttato a proprio vantaggio per fermare la furia delle cavallette? Con questo spirito battagliero, d'Herelle coltivò i batteri in laboratorio.

Il suo piano funzionò egregiamente: le locuste potevano essere infettate non appena venivano messe vicino ai batteri. La malattia si rivelò così contagiosa che si poteva agire anche spruzzando i batteri sulle piante che potevano essere devastate.

Con tale pratica di controllo si riuscì a fermare la distruzione dei campi nello Yucatan. Fu un vero e proprio trionfo ma un qualcosa di strano e particolare stava accadendo nel suo laboratorio dove coltivò i batteri. Questi crescevano ma non in alcuni punti.

Lo scienziato scrutò al microscopio questi punti ma non trovò nessun batterio. Infilando un ago in un punto senza crescita di batteri per poi toccare un punto dove i batteri erano cresciuti notò un fatto per certi versi agghiacciante.

Si potevano sviluppare nuovi punti senza batteri, come se i punti senza crescita infettassero i batteri con una malattia mortale e sconosciuta. Anche D'Herelle non indagò ulteriormente ma il mistero aveva i giorni contati, in questo caso possiamo dire anni contati.

Perché alcuni anni dopo, in Inghilterra, Frederic Twort stava lavorando per trovare un mezzo per coltivare il virus vaccinico per la vaccinazione contro il vaiolo. Alcune colture non sono perfette perché infettate da stafilococchi che possono essere molto pericolosi.




Twort iniziò a sperimentare colture di stafilococco e nel 1915 trovò un qualcosa di straordinario. Osservando i batteri vide dei punti privi di crescita e l'effetto mortale battericida poteva essere trasferito a una nuova coltura.

Ma se il campione veniva riscaldato a 60°C l'effetto svaniva. Non poteva essere un batterio. L'effetto fu visto solo con stafilococchi ma non con colture di E. coli o streptococchi. Pubblicò la sua scoperta su Lancet nel 1915, pubblicazione nota come la scoperta dei batteriofagi.

Vi ricordate D'Herelle e la sua impresa contro le locuste? Bene, nel 1915 D'Herelle andò a Parigi (Istituto Pasteur) per lavorare su gravi casi di dissenteria ma quando coltivò i batteri su piastre in laboratorio vide nuovamente le misteriose macchie di batteri morti.

Questa volta il fatto lo spinse a riprendere lo studio sui misteriosi killer di batteri e scoprì che i killer erano virus chiamati batteriofagi (ovvero virus che infettano i batteri). Anni dopo d'Herelle ebbe l'idea di utilizzare questi virus per combattere infezioni batteriche.


La ricerca ebbe numerosi alti e bassi ma l'uso di questi virus fu un successo in tanti casi diversi. La terapia con questi virus non è semplice e i casi devono essere selezionati accuratamente prima dell'inizio del trattamento.

L'interesse per questa terapia aumentò negli ultimi anni del 20° secolo, contemporaneamente alla crescita dei batteri resistenti agli antibiotici. Potrebbe essere utilizzata contro queste resistenze. Il cambiamento si ebbe nel 2016.

Due ospedali negli Stati Uniti usarono questi virus per salvare due pazienti quando gli antibiotici non potevano avere alcun effetto. Nel 2018 venne fondata la IPATH che tratta i pazienti con infezioni multiresistenti potenzialmente letali con i fagi (virus).

La ricerca va avanti e nuove terapie vengono sviluppate sfruttando questi virus per combattere numerose condizioni di salute. Negli USA ad esempio prende il via una sperimentazione per valutare l'efficacia dei batteriofagi contro infezioni antibiotico - resistenti in pazienti con fibrosi cistica. La medicina ha molto interesse per questi virus, nostri potenziali alleati contro i batteri resistenti a numerosi antibiotici. Dita incrociate e per adesso, grazie fagi! Spero vi sia piaciuto e spero di potervi dire le novità future in questo campo.


https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(01)20383-3/fulltext



Bere due o più tazze di caffe al giorno è pericoloso?

 Bere due o più tazze di caffè al giorno sembrano associate a un rischio più elevato di morte per problemi cardiaci nelle persone con ipertensione grave, mentre non si riscontra un impatto negativo nei soggetti con pressione sanguigna normale o con ipertensione di grado 1.






https://twitter.com/pills_ofscience/status/1606567694785978368


Il consumo di tè verde in qualsiasi quantità non ha avuto nessun impatto negativo sulla salute del cuore. Questi i risultati di uno studio (follow-up) pubblicato sul Journal of the American Heart Association.



https://www.ahajournals.org/doi/10.1161/JAHA.122.026477


Questi risultati possono supportare l'affermazione secondo cui le persone con ipertensione grave dovrebbero evitare di bere troppo caffè. Il numero di decessi nei soggetti con ipertensione grave è piccolo e nel gruppo non vi è legame tra consumo di caffè e la morte per CVD.

Lo studio presenta molti limiti e si scontra con le evidenze che associano il consumo moderato di caffè alla salute del cuore, con riduzione di morte prematura, del rischio di malattie cardiache e riduzione del rischio di insufficienza cardiaca in chi beve 2/3 caffè al giorno.

Non c'è rapporto causa-effetto tra i malori e i vaccini COVID-19 (che non sono sperimentali): sono cose dissociate!

 Non c'è rapporto causa-effetto tra i malori e i vaccini COVID-19: sono cose dissociate. Ogni giorno muoiono e moriranno anche i vaccinati, ma per altre ragioni. Imputare la loro morte al vaccino è come sostenere che una persona sia morta perché ha letto il giornale la sera prima.









link: https://twitter.com/pills_ofscience/status/1606617800520667136



"I vaccini contro COVID-19 sono farmaci sperimentali?". La risposta è un semplice no ma se questo non vi soddisfa, ecco una risposta con dettagli tecnici per i più esigenti. La domanda iniziale è "come si determina l'efficacia di un vaccino?".

https://twitter.com/pills_ofscience/status/1606237632433905667



È necessario fissare un obbiettivo (nei trial clinici di Pfizer e Moderna era la protezione contro la malattia grave) e dimostrare una differenza significativa tra chi ha ricevuto il vaccino e chi ha ricevuto il placebo.
Ricordate che bisogna dimostrare delle differenze tra i 2 gruppi (chi ha ricevuto il vaccino e chi no), confrontando ad esempio il numero di casi di malattia tra i gruppi. I famigerati "molti anni per avere un vaccino!!", sono dovuti proprio a questo.

Perché la maggior parte delle malattie ha una incidenza molto bassa e quindi, nella migliore delle ipotesi, si accumulano pochi casi ogni tot mesi e se per determinare l'efficacia di un farmaco sono necessari centinaia di casi, possono essere necessari anni di attesa.

I trial clinici hanno degli obbiettivi precisi. Quelli che hanno portato all'approvazione dei vaccini COVID-19 avevano come "endpoint" o punto di arrivo la protezione contro la malattia. Nel caso del trial clinico per il vaccino a mRNA di Pfizer-BioNTech l'endpoint era 180.

Per raggiungere l'endpoint primario nel trial che ha coinvolto migliaia di volontari erano necessari 180 casi e la sicurezza e l'efficacia minima del 50% (sotto richiesta dell'ente regolatore).
Il virus molto contagioso e i contatti tra le persone hanno permesso di raggiungere il numero di casi prestabilito in tempi molto rapidi (mesi e non anni, perché l'incidenza in questo caso con un Coronavirus era molto elevata e non come con altri patogeni). Ma vi ricordate la situazione in quel periodo?


Una volta raggiunti i casi, calcolarono l'efficacia del vaccino (per Pfizer, efficacia del 95% contro la malattia sintomatica). Non si è mai parlato di "protezione dall'infezione" perché la situazione era drammatica ed era necessario salvare le persone in primis dalla morte.

Solo successivamente arrivarono studi che dimostrarono una elevata efficacia del vaccino contro l'infezione, quindi una elevata efficacia contro la trasmissione del virus (con le varianti precedenti a Omicron).

Quindi, i vaccini contro COVID-19 non sono farmaci sperimentali e la Terra non è piatta. Chi afferma il contrario offre solo la sua opinione (siamo in democrazia) che dal punto di vista scientifico vale meno di zero. Fine.







L'ivermectina, rispetto al placebo, non migliora la condizione dei pazienti COVID-19

 Un recente studio pubblicato sulla prestigiosa rivista JAMA mostra che il farmaco Ivermectina, rispetto al placebo, non migliora la condizione dei pazienti COVID-19. Le evidenze scientifiche sono chiare.

https://jamanetwork.com/journals/jama/fullarticle/2797483





Un medico che continua a promuoverla come cura rifiutando la vaccinazione, nonostante i dati indiscutibili di efficacia e sicurezza dei vaccini, è pericoloso perché potrebbe trattare (non curare) i pazienti come cavie con farmaci inutili e potenzialmente dannosi.


Link twitter: https://twitter.com/pills_ofscience/status/1607303159159873537



Prefazione: Mattia sarà una delle luci più abbaglianti dei prossimi anni!

 Ciao a tutti

Molti di voi mi conoscono, sono Alan Paul Panassiti.



Più che un divulgatore, io sono un cacciatore di ciarlatani e fake news. Odiato come pochi, ma spero onesto intellettualmente. Sono umano e commetto degli errori, ma riconosco il talento e le potenzialità delle persone.

Presto la mia vita online si concluderà e almeno potrò dire che non ci ho guadagnato nulla, ne chiesto soldi.

L'ho fatto e basta!


Questo sarà l'unico post che farò a mio nome e spiega il motivo per cui ho creato questo blog che riporta (una sorta di cadeau Natalizio per una persona che reputo sia un vero talento della divulgazione scientifica) i post su twitter di Mattia, che molti conoscono come Pills of Science.


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Ne curerò, gratuitamente, la gestione e la pubblicazione. All'inizio per lui sarà una vera sorpresa l'esistenza di questo strumento ulteriore.

Poi passerà a lui l'intera gestione di questo lavoro. Come è giusto che siam visto che lui ha la proprietà intellettuale di quello che scrive

E' un peccato, ho pensato, che questa divulgazione perfetta e puntuale finisse dentro un social pieno di astio e di profili finti come Twitter.

La conoscenza, lo stile inconfondibile e la voglia di raccontare la scienza con semplicità di questo "studente" (come sprezzantemente viene definito dai nemici della divulgazione scientifica) mi ha colpito (e non solo me). Ed ho deciso di creare questo blog 


In un momento in cui la disinformazione, in malafede e spesso ciarlatana, c'è bisogno di una speranza. 


C'è la necessità di trovare una luce, aria fresca che dia una visione non medioevale di quello che è lo studio. Studiare serve, ci aiuta ad evolverci, a sapere anche una sola parola più degli altri: ci insegna a comprendere i fenomeni della vita, sempre complicati che raramente sono esplicabili con semplicità. E andare ad osservare le cose dal punto di vista di uno studente di grande talento, lanciato verso docenze di alto livello e con un grande futuro anche come ricercatore, è un qualcosa che serve.

E' necessario e riconcilia con il sapere.

Non è da tutti spiegare con amore e semplicità, anche al più basico degli esseri umani (come sono io, ad esempio) il perché di certe cose.

In questi anni oscuri una luce abbagliante si staglia all'orizzonte. Ed è la pagina di Pills of Science!

Mattia lo fa, ed è un onore vero per me creare questo blog (che è e sarà sempre suo)


Alan Paul Panassiti

Milano 26/12/2022

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