giovedì 29 dicembre 2022

Quanto sono importanti la curiosità e l'intuizione?

 Quanto sono importanti la curiosità e l'intuizione?

La voglia di sapere e le intuizioni possono davvero cambiare il mondo. Domandarsi il "perché" ha permesso a noi di usufruire di grandi scoperte e conoscenze che ora reputiamo praticamente scontate.


Esiste un legame profondo e intimo tra noi uomini e i microrganismi. Nelle metropoli di un tempo l'igiene era l'ultima delle priorità e non a caso le strade (e non solo) erano un ricettacolo di epidemie. Nel 1854, a Londra, scoppiò una nuova epidemia di colera.



I casi erano più frequenti in una zona a sud del Tamigi. In questo evento, il medico J. Snow fece un qualcosa di strabiliante per l'epoca tanto da essere considerato uno dei pionieri nel campo delle malattie trasmissibili.



Quando arrivò questa nuova epidemia, Snow fece ciò che nessuno aveva mai pensato di fare: si mise a contare. Prese una mappa e segnò con un puntino tutti i casi di colera che si erano verificati fino a quel momento e notò un qualcosa di particolare.


I puntini erano particolarmente concentrati attorno a una pompa d'acqua di Broad Street. In quel periodo si riteneva che le malattie infettive si trasmettessero attraverso miasmi e l'aria e infatti quello che le persone facevano quando scoppiava una nuova epidemia era allontanarsi dal posto in cui risiedevano per andare in luoghi più lontani. Snow, attraverso l'intuizione e la genialità, fece delle osservazioni veramente acute per l'epoca e scoprì che il "veicolo" di contagio era proprio l'acqua.



Di fronte a una assemblea di increduli ma preoccupati ufficiali governativi, chiese e ottenne la chiusura della pompa d'acqua e a partire da quel giorno i casi di malattia in quella zona iniziarono a diminuire e in pochi giorni il contagio si esaurì.


Il fatto strabiliante è che Snow non poteva sapere che il colera è causato da un batterio (eccolo nella foto, Vibrio cholerae) ma nonostante ciò individuò il mezzo di trasmissione.



Come detto poco fa, Snow non sapeva che la causa del colera è un batterio. Questo verrà scoperto da Louis Pasteur. Pasteur è la persona che per prima mise in correlazione queste minuscole creature (che lui vedeva al microscopio) con la possibilità dello sviluppo di malattie.



Pasteur fece anche una cosa molto più acuta: si rese conto che persino malattie come la rabbia (provocata da un virus che lui non poteva vedere al microscopio) seguono una modalità di trasmissione analoga e sviluppò anche un vaccino contro questa malattia.


Ma continuiamo a parlare di persone geniali e, per farlo, pensiamo a un rito che fino a poco tempo fa ci sembrava scontato ma che oggi è diventato vitale: lavarsi le mani. Un medico, perseguitato e deriso, insegnò alle persone l'importanza di questo gesto.


1846, Ignaz Semmelweis (medico ungherese) si rese conto che nel reparto di maternità, mamme e bambini morivano molto frequentemente e più degli altri e si chiese il perché. Erano gli specializzandi che contribuivano al contagio "trasportando" le infezioni dalle sale delle autopsie alle sale parto. Quindi impose loro rigorosi protocolli di igiene delle mani. Anche in questo caso a farla da padrone fu l'intuizione e il metodo scientifico. All'epoca, nel reparto maternità dove lavoravano le ostetriche, moriva 1 partoriente su 50.



Nel reparto dove lavoravano i medici ne moriva 1 su 7. Questo non provocò nessun allarme generale. Lui si accorse che un suo collega che si tagliò con il bisturi mentre eseguiva una dissezione di un cadavere, manifestò gli stessi sintomi delle partorienti malate.


Anche lui si chiese "Perché accade questo? Ma non sarà il fatto che toccare prima i cadaveri e poi le partorienti è la cosa che porta questo contagio?". Ancora non si sapeva nulla dei microbi ma lui stabilì la regola di lavarsi accuratamente le mani.


Questo semplice gesto portò a un crollo dei decessi. Come vedete, l'intuizione e la curiosità sono fondamentali. Noi impariamo tanto dagli eventi del passato ma certi insegnamenti possono rivelarsi anche fuorvianti. Nella pandemia da SARS-CoV-2 abbiamo un esempio.


In questa pandemia ci siamo trovati dinanzi a un nuovo Coronavirus simile al virus della SARS e, all'inizio, è stato praticamente naturale pensare "si trasmetterà come la SARS". La SARS si trasmetteva in maniera importante da persone sintomatiche.


Questo ha fatto in modo di contenere meglio il contagio. SARS-CoV-2 si trasmette in maniera importante da asintomatici e questo ha complicato la situazione. E se vi ricordate, l'indicazione iniziale "mettete la mascherina solo se avete i sintomi" arrivava dal fatto che si riteneva che la mascherina non servisse se una persona era asintomatica. Questo ci insegna che ogni microrganismo è un caso particolare. Abbiate la curiosità di un bambino e tanta voglia di imparare. La conoscenza è un bene preziosissimo.


martedì 27 dicembre 2022

Il Vaccino antiCovid e tempistiche di creazione e approvazione

 Il #vaccino anti #COVID19 è sicuro? Perché ci hanno messo poco tempo per farlo? La sperimentazione è ancora in corso e la stanno facendo su di noi avendo saltato dei passaggi? Facciamo luce su questi punti e allontaniamo l'inutile paura! Spero vi piaccia e sia interessante 🙏


Iniziamo a dire che no, non è vero che il vaccino a mRNA sfrutta una tecnologia mai utilizzata prima. Questo vaccino è il frutto di 20 anni di ricerca e più quindi gli scienziati non si sono messi per gioco ad utilizzare tale tecnologia per la prima volta.


"Perché per trovare un vaccino ci vogliono anni mentre per questi vaccini ci è voluto poco tempo? AvrAnNO SalTATo Dei PasSaGgi!?".

No!

Non ci sono stati risparmi di tempo a discapito della sicurezza e non è stato saltato alcun passaggio nelle sperimentazioni.


Di solito per produrre un vaccino ci vogliono: almeno 3 anni per i fondi (questa volta sono stati trovati subito), ci vuole almeno 1 anno per trovare le strutture (questa volta erano già disponibili) e 5 anni per trovare la metodologia.


La metodologia sono 20 anni che la si conosce e studia e quindi era già pronta. Ci vogliono anche mesi per trovare i volontari (questa volta erano già disponibili). Ma non è finita qui.


Quando si sono finiti i test e bisogna far valutare il farmaco alle agenzie regolatorie, secondo voi questo avviene subito? L'EMA normalmente ti risponderebbe "ok, mettiti in fila e ci vediamo tra 4 anni". 4 anni di attesa.


Per questioni di urgenza quindi è stato permesso a questi vaccini di "saltare la fila" ed essere valutati subito senza aspettare anni. Il risparmio di tempo è stato fatto sulla burocrazia, non sui test o la sicurezza.


Durante la sperimentazione, le aziende (per risparmiare tempo) hanno deciso di sobbarcarsi loro il rischio di impresa andando a sovrapporre i test e farli in contemporanea senza farli singolarmente uno dopo l'altro.


Questi test sono stati fatti assieme e accorpati a rischio dei soldi delle aziende. Perché? Perché i test sulla sicurezza sono comunque stati fatti ma se fai contemporaneamente i test, spendi soldi per tutti i test assieme.



Se succede qualche problema anche in una sola fase dei test sapete cosa significa? Che tutti i soldi di tutte le fasi vanno a farsi benedire perché i test sono accorpati e un problema in uno di essi coinvolgerebbe a catena anche gli altri.


È come prenotare il ristorante per il matrimonio prima ancora di chiedere, allo sposo o alla sposa, di sposarti. C'è il rischio che lui/lei ti dica di no e tu hai buttato i soldi del ristorante. Tutti i passaggi delle sperimentazioni sono state eseguite e rispettate.



Ora andiamo a scavare più in profondità. Cosa significa che "i vaccini hanno avuto una approvazione condizionata" ed è vero che la sperimentazione finirà nel 2023? Per prima cosa partiamo dal termine "condizionata". Condizionata da cosa?

Quando l'autorità dei medicinali EMA ha ottenuto la richiesta di approvazione dei vaccini anti-COVID, è stato valutato che ci fossero tutte le condizioni che garantiscono la sicurezza per l'uso su larga scala del prodotto.

Però, per quello che riguarda in particolare la produzione, l'EMA ha deciso che le aziende dovevano dare delle garanzie in più per garantire una produzione non solo buona ma ottimale ed ha condizionato in tal senso l'approvazione.



Molte delle informazioni richieste sono arrivate successivamente e queste hanno contribuito a colmare le "lacune" che l'EMA aveva trovato. Sono state esaminate e confermate come soddisfacenti i requisiti.

L'EMA però aveva chiesto anche un'altra cosa. Che tutte le persone che hanno partecipato alla sperimentazione (che, ricordiamo, era CONCLUSA appieno) fossero però osservate fino al 2023, sia quelle che avevano ricevuto il vaccino e sia quelle del placebo.

Una sorta di "controllo a lungo termine" che viene fatto normalmente ma in questo caso l'EMA è stata particolarmente severa nell'obbligare in tal modo le aziende non perché non si era certi della sicurezza dei vaccini.

Ma per dei dubbi sul virus nuovo che si temeva potesse essere tra i pochi agenti infettivi in grado di scatenare l'ADE. In questo fenomeno, quando l'agente infettivo incontra qualcuno che ha già degli anticorpi contro di esso, il patogeno può dare luogo a un'infezione più grave.

Fortunatamente non c'è stato nessun caso di ADE e la severità dell'EMA, mossa da questo dubbio, è stata soddisfatta. Questo controllo "a lungo termine" delle persone della sperimentazione è diventato poi praticamente impossibile da sostenere. Perché?

Farlo sarebbe significato negare il vaccino, sicuro ed efficace, a coloro che avevano ricevuto il placebo e mettere essi in serio pericolo. Questo è eticamente impossibile e sbagliato. C'è un vaccino sicuro e non si può impedire a queste persone di averlo.



Ricapitolando, la sperimentazione dei vaccini si è conclusa prima dell'immissione in commercio dei farmaci. La sicurezza dei vaccini è stata confermata. Le lacune evidenziate dall'EMA NON erano sulla sicurezza ma su altri aspetti come la produzione (non) ottimale.
E i dati del 2023 erano per la paura innescata dal dubbio che il nuovo agente infettivo potesse scatenare il fenomeno Ade ed ecco che si volevano garanzie e un controllo a lungo termine. Questa ultima obbiezione è caduta. Il vaccino è sicuro.

Ricordo poi che il vaccino Pfizer è stato approvato, come gli altri vaccini prima del COVID, dalla FDA. Quindi questo conferma ancora che non c'è alcuna sperimentazione in corso.

Per fugare ogni dubbio sull'approvazione di Pfizer da parte della FDA, è necessario comprendere la differenza tra l’Eua (emergency use autorization) e la Bla (biologics license application).


La Eua è un’autorizzazione temporanea data se l’agenzia determina che i benefici di un prodotto superino i rischi potenziali durante un’emergenza di salute pubblica.

La Bla è una richiesta di permesso per introdurre, o consegnare per l’introduzione, un prodotto nel commercio all’interno dello Stato. Quando si parla di Bla si parla di un documento completo che viene presentato all’agenzia fornendo requisiti molto specifici.

Pfizer aveva inizialmente ricevuto un’Eua. Ora, le due dosi di vaccino Pfizer sono state PIENAMENTE approvate per coloro che hanno dai 16 anni in su ma il nome sotto cui viene commercializzato non sarà Pfizer ma Cominarty.

Invece, rimane valida e viene dunque riconfermata l’Eua MA per i bambini dai 12 ai 15 anni. Il vaccino Pfizer è tutt’ora sotto l’Eua per determinati soggetti ma il Cominarty ha avuto l’approvazione finale dell’FDA.


Quella volta che nel 1991 Aiuti con un bacio smentì una delle tesi di Montagnier

 Dicembre 1991, Cagliari. Sul palco si confrontano due scienziati sull'HIV: da una parte Luc Montagnier, premio Nobel per la Medicina nel 2008 (per poi deragliare negli ultimi anni con teorie antiscientifiche) e dall'altra Fernando Aiuti, medico e immunologo di fama mondiale.




Montagnier argomentò con una delle principali tesi (all'epoca molto diffusa): il virus HIV potrebbe trasmettersi attraverso la saliva e quindi anche con un bacio. Il dottor Aiuti rimase in silenzio ad ascoltare senza interrompere il discorso di Montagnier.



Sempre in silenzio, Aiuti si alzò e andò incontro a una donna (sua paziente) sieropositiva, Rosaria Iardino e la baciò con una naturalezza impressionante. Questo bacio ha fatto la storia, la più potente ed efficace campagna di informazione in materia.


Un bacio che dimostrò l'inesistenza di qualunque relazione tra il bacio e la trasmissione del virus considerando la mole di studi scientifici. Purtroppo i pregiudizi sono ancora tanti e la strada da percorrere è lunga ma la scienza non demorde. Grazie dottor Fernando Aiuti.

@pillsofscience

riproduzione riservata ©






L'Università del Michigan ha trovato una forte evidenza di un legame biologico tra la debolezza muscolare e l'effettiva accelerazione dell'età biologica.

 Per la prima volta, uno studio dell'Università del Michigan ha trovato una forte evidenza di un legame biologico tra la debolezza muscolare e l'effettiva accelerazione dell'età biologica.


https://twitter.com/pills_ofscience/status/1601492518210015235

https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/jcsm.13110


Sappiamo che la forza muscolare è un predittore di longevità e che la debolezza è un potente indicatore di malattia (e mortalità) e questo nuovo studio mostra che la forza di presa può dimostrare la debolezza muscolare esistente ed è associata a un'età biologica accelerata.


Questo studio presenta prove che dimostrano che il miglioramento della forza di presa può ridurre l'invecchiamento biologico. Sono necessarie ulteriori ricerche sull'invecchiamento biologico e i risultati di questo studio devono essere riprodotti ma sono molto promettenti.


Una revisione di 16 studi pubblicata a inizio del 2022 sulla rivista British Journal of Sports Medicine dimostra un'associazione tra attività di rafforzamento muscolare e una riduzione del 10-17% del rischio di cancro, malattie cardiache e morte.


https://bjsm.bmj.com/content/56/13/755

Qualsiasi esercizio che utilizza la resistenza, il peso corporeo o il sollevamento pesi è considerato un esercizio di rafforzamento muscolare!

Il CDC raccomanda queste attività che aumentano la forza muscolare: sollevamento pesi, lavoro con bande di resistenza, sfruttare il peso corporeo per la resistenza (flessioni o addominali).


lunedì 26 dicembre 2022

I virus batteriofagi: una splendida storia!

 L'India era il gioiello della corona britannica e tra gli scienziati inviati in questa terra non possiamo non considerare Ernest Hankin, che arrivò al porto di Bombay nel 1891. Hankin era un batteriologo per le autorità coloniali.




https://twitter.com/pills_ofscience/status/1603690438191640576

Il suo compito era proteggere le truppe britanniche dalle malattie infettive, in particolare il colera. Il colera è causato da un batterio, V. cholera, trasmesso attraverso l'acqua e cibi contaminati.

Gran parte del lavoro di Hankin consisteva nella raccolta di campioni d'acqua in modo da poter monitorare le epidemie di colera nelle città e villaggi. Da appassionato nuotatore e abile barcaiolo, queste spedizioni erano un vero e proprio divertimento e una leggerezza.



Hankin sentì strane voci sulle acque del fiume Gange: un'acqua così pura da contrastare il famigerato colera, malattia spesso letale. Ma quando vide l'acqua scura del fiume, migliaia di persone lavarsi in esso e cadaveri bruciati lungo le sponde ebbe un sussulto.

Quelle voci non potevano raccontare un qualcosa di vero, specialmente avendo appena visto cosa accadeva in quelle acque. Per un batteriologo formatosi a Cambridge non c'era altro da fare che indagare e analizzando le acque confermò uno schema che aveva notato sin dall'inizio.

La sua prima sorpresa fu che c'erano molti meno batteri per litro che nei principali fiumi europei. Ecco che Hankin iniziò a coltivare batteri del colera nell'acqua del fiume Gange e, inspiegabilmente, i batteri non potevano crescere.

Hankin ebbe un'idea: fece bollire l'acqua e solo dopo tale azione i batteri potevano crescere. Poteva essere solo un qualcosa di biologico a ostacolare la crescita dei batteri. Filtrando l'acqua non trovò altri batteri che potessero rappresentare un deterrente per la crescita.

Quel qualcosa che impediva ai batteri del colera di crescere doveva essere molto più piccolo perché potesse passare attraverso i filtri.
Hankin non scoprì cosa fosse e dobbiamo andare avanti di un po' di anni, in Messico, per avvicinarci alla soluzione del mistero.

Nel 1910 lo Yucatan fu infestato da sciami di locuste. Fu un vero e proprio disastro per i raccolti e il rischio di una carestia era tangibile. Ecco che incontriamo un nuovo scienziato, questa volta canadese, il microbiologo Felix D'Herelle.



Anche lui si trovò davanti a un mistero molto particolare e, per certi versi, simile. Interi campi devastati dalla voracità delle locuste ma un punto particolare in cui molte delle locuste giacevano morte a terra. La curiosità di d'Herelle non si fece attendere.

Esaminando le locuste morte scoprì che erano state infettate da un batterio, il Coccobacillus acridiorum. Questo batterio poteva essere sfruttato a proprio vantaggio per fermare la furia delle cavallette? Con questo spirito battagliero, d'Herelle coltivò i batteri in laboratorio.

Il suo piano funzionò egregiamente: le locuste potevano essere infettate non appena venivano messe vicino ai batteri. La malattia si rivelò così contagiosa che si poteva agire anche spruzzando i batteri sulle piante che potevano essere devastate.

Con tale pratica di controllo si riuscì a fermare la distruzione dei campi nello Yucatan. Fu un vero e proprio trionfo ma un qualcosa di strano e particolare stava accadendo nel suo laboratorio dove coltivò i batteri. Questi crescevano ma non in alcuni punti.

Lo scienziato scrutò al microscopio questi punti ma non trovò nessun batterio. Infilando un ago in un punto senza crescita di batteri per poi toccare un punto dove i batteri erano cresciuti notò un fatto per certi versi agghiacciante.

Si potevano sviluppare nuovi punti senza batteri, come se i punti senza crescita infettassero i batteri con una malattia mortale e sconosciuta. Anche D'Herelle non indagò ulteriormente ma il mistero aveva i giorni contati, in questo caso possiamo dire anni contati.

Perché alcuni anni dopo, in Inghilterra, Frederic Twort stava lavorando per trovare un mezzo per coltivare il virus vaccinico per la vaccinazione contro il vaiolo. Alcune colture non sono perfette perché infettate da stafilococchi che possono essere molto pericolosi.




Twort iniziò a sperimentare colture di stafilococco e nel 1915 trovò un qualcosa di straordinario. Osservando i batteri vide dei punti privi di crescita e l'effetto mortale battericida poteva essere trasferito a una nuova coltura.

Ma se il campione veniva riscaldato a 60°C l'effetto svaniva. Non poteva essere un batterio. L'effetto fu visto solo con stafilococchi ma non con colture di E. coli o streptococchi. Pubblicò la sua scoperta su Lancet nel 1915, pubblicazione nota come la scoperta dei batteriofagi.

Vi ricordate D'Herelle e la sua impresa contro le locuste? Bene, nel 1915 D'Herelle andò a Parigi (Istituto Pasteur) per lavorare su gravi casi di dissenteria ma quando coltivò i batteri su piastre in laboratorio vide nuovamente le misteriose macchie di batteri morti.

Questa volta il fatto lo spinse a riprendere lo studio sui misteriosi killer di batteri e scoprì che i killer erano virus chiamati batteriofagi (ovvero virus che infettano i batteri). Anni dopo d'Herelle ebbe l'idea di utilizzare questi virus per combattere infezioni batteriche.


La ricerca ebbe numerosi alti e bassi ma l'uso di questi virus fu un successo in tanti casi diversi. La terapia con questi virus non è semplice e i casi devono essere selezionati accuratamente prima dell'inizio del trattamento.

L'interesse per questa terapia aumentò negli ultimi anni del 20° secolo, contemporaneamente alla crescita dei batteri resistenti agli antibiotici. Potrebbe essere utilizzata contro queste resistenze. Il cambiamento si ebbe nel 2016.

Due ospedali negli Stati Uniti usarono questi virus per salvare due pazienti quando gli antibiotici non potevano avere alcun effetto. Nel 2018 venne fondata la IPATH che tratta i pazienti con infezioni multiresistenti potenzialmente letali con i fagi (virus).

La ricerca va avanti e nuove terapie vengono sviluppate sfruttando questi virus per combattere numerose condizioni di salute. Negli USA ad esempio prende il via una sperimentazione per valutare l'efficacia dei batteriofagi contro infezioni antibiotico - resistenti in pazienti con fibrosi cistica. La medicina ha molto interesse per questi virus, nostri potenziali alleati contro i batteri resistenti a numerosi antibiotici. Dita incrociate e per adesso, grazie fagi! Spero vi sia piaciuto e spero di potervi dire le novità future in questo campo.


https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(01)20383-3/fulltext



Bere due o più tazze di caffe al giorno è pericoloso?

 Bere due o più tazze di caffè al giorno sembrano associate a un rischio più elevato di morte per problemi cardiaci nelle persone con ipertensione grave, mentre non si riscontra un impatto negativo nei soggetti con pressione sanguigna normale o con ipertensione di grado 1.






https://twitter.com/pills_ofscience/status/1606567694785978368


Il consumo di tè verde in qualsiasi quantità non ha avuto nessun impatto negativo sulla salute del cuore. Questi i risultati di uno studio (follow-up) pubblicato sul Journal of the American Heart Association.



https://www.ahajournals.org/doi/10.1161/JAHA.122.026477


Questi risultati possono supportare l'affermazione secondo cui le persone con ipertensione grave dovrebbero evitare di bere troppo caffè. Il numero di decessi nei soggetti con ipertensione grave è piccolo e nel gruppo non vi è legame tra consumo di caffè e la morte per CVD.

Lo studio presenta molti limiti e si scontra con le evidenze che associano il consumo moderato di caffè alla salute del cuore, con riduzione di morte prematura, del rischio di malattie cardiache e riduzione del rischio di insufficienza cardiaca in chi beve 2/3 caffè al giorno.

Non c'è rapporto causa-effetto tra i malori e i vaccini COVID-19 (che non sono sperimentali): sono cose dissociate!

 Non c'è rapporto causa-effetto tra i malori e i vaccini COVID-19: sono cose dissociate. Ogni giorno muoiono e moriranno anche i vaccinati, ma per altre ragioni. Imputare la loro morte al vaccino è come sostenere che una persona sia morta perché ha letto il giornale la sera prima.









link: https://twitter.com/pills_ofscience/status/1606617800520667136



"I vaccini contro COVID-19 sono farmaci sperimentali?". La risposta è un semplice no ma se questo non vi soddisfa, ecco una risposta con dettagli tecnici per i più esigenti. La domanda iniziale è "come si determina l'efficacia di un vaccino?".

https://twitter.com/pills_ofscience/status/1606237632433905667



È necessario fissare un obbiettivo (nei trial clinici di Pfizer e Moderna era la protezione contro la malattia grave) e dimostrare una differenza significativa tra chi ha ricevuto il vaccino e chi ha ricevuto il placebo.
Ricordate che bisogna dimostrare delle differenze tra i 2 gruppi (chi ha ricevuto il vaccino e chi no), confrontando ad esempio il numero di casi di malattia tra i gruppi. I famigerati "molti anni per avere un vaccino!!", sono dovuti proprio a questo.

Perché la maggior parte delle malattie ha una incidenza molto bassa e quindi, nella migliore delle ipotesi, si accumulano pochi casi ogni tot mesi e se per determinare l'efficacia di un farmaco sono necessari centinaia di casi, possono essere necessari anni di attesa.

I trial clinici hanno degli obbiettivi precisi. Quelli che hanno portato all'approvazione dei vaccini COVID-19 avevano come "endpoint" o punto di arrivo la protezione contro la malattia. Nel caso del trial clinico per il vaccino a mRNA di Pfizer-BioNTech l'endpoint era 180.

Per raggiungere l'endpoint primario nel trial che ha coinvolto migliaia di volontari erano necessari 180 casi e la sicurezza e l'efficacia minima del 50% (sotto richiesta dell'ente regolatore).
Il virus molto contagioso e i contatti tra le persone hanno permesso di raggiungere il numero di casi prestabilito in tempi molto rapidi (mesi e non anni, perché l'incidenza in questo caso con un Coronavirus era molto elevata e non come con altri patogeni). Ma vi ricordate la situazione in quel periodo?


Una volta raggiunti i casi, calcolarono l'efficacia del vaccino (per Pfizer, efficacia del 95% contro la malattia sintomatica). Non si è mai parlato di "protezione dall'infezione" perché la situazione era drammatica ed era necessario salvare le persone in primis dalla morte.

Solo successivamente arrivarono studi che dimostrarono una elevata efficacia del vaccino contro l'infezione, quindi una elevata efficacia contro la trasmissione del virus (con le varianti precedenti a Omicron).

Quindi, i vaccini contro COVID-19 non sono farmaci sperimentali e la Terra non è piatta. Chi afferma il contrario offre solo la sua opinione (siamo in democrazia) che dal punto di vista scientifico vale meno di zero. Fine.







L'invecchiamento è un processo reversibile?

Un nuovo studio , pubblicato sulla prestigiosa rivista Cell , mostrerebbe l'invecchiamento come un processo reversibile. Un lavoro impon...